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Council Skies, l’album-omaggio di Noel Gallagher alla sua città. Da Oasis al Manchester City, una passione senza fine

Una passione senza limiti, tra le note che hanno fatto la storia del rock e i colori di un club che è parte integrante della sua vita.

Noel Gallagher è da sempre un grande appassionato di calcio e, in particolare, del Manchester City. Chitarrista e cantautore, sin dai primi successi della band, non ha mai nascosto il suo amore per i “Citizens”, anche quando gli Oasis dominavano le classifiche con album come “What’s The Story Morning Glory”.

In un’intervista del 1995, Noel dichiarò:

“La mia vita è fatta di tre cose: la mia famiglia, la mia musica e il Manchester City. Sono un tifoso di lunga data, è la mia passione più grande”.

La musica e il calcio spesso si intrecciano e a dimostrarlo ci pensa Noel Gallagher, storico tifoso insieme al fratello Liam. Il connubio è sempre stato molto forte in Inghilterra, dove entrambe le passioni hanno radici profonde nella cultura popolare e tra le tante storie che raccontano questo legame speciale, quella di questo genio del rock è senza dubbio una delle più emblematiche.

Ma se l’amore di Gallagher per la musica è noto a tutti, la sua passione per il calcio lo ha portato a un nuovo progetto: il nuovo album dei Noel Gallagher’s High Flying Birds, intitolato “Council Skies”, che sembra essere un vero e proprio omaggio alla città e al passato del frontman.

Il nuovo singolo Easy Now, accompagnato da un video con la Milly Alcock di “House of the Dragon”, anticipa l’uscita dell’album, prevista per il 2 giugno. La canzone riflette la voglia di Noel di trovare conforto nella propria zona di comfort, nella città che lo ha visto crescere e diventare quello che è oggi.

E proprio in Council Skies Gallagher sembra voler ripercorrere le sue origini, e il titolo stesso fa riferimento a un libro dell’illustratore Pete McKee che ha lo stesso nome.

Council Skies un vero e proprio concept album

Ma non è solo questo il legame che unisce Gallagher alla sua città. La copertina dell’album infatti, mostra la strumentazione live di Noel posizionata esattamente dove sorgeva il vecchio stadio del Manchester City, Maine Road, che ha ospitato la squadra fino al 2003.

Questa immagine diventa ancora più evocativa se si considera che il City è passato dallo storico Maine Road al modernissimo Ethiad Stadium, proprio come Gallagher ha lasciato il suo quartiere per trovare una nuova dimora più adatta alle sue possibilità economiche. Ma nonostante il successo e la fama, Noel non ha mai dimenticato le sue radici e la città che lo ha visto crescere.

Council Skies sembra quindi essere un vero e proprio concept album, che riflette l’amore di Noel Gallagher per la sua città e il suo passato. E non sorprende che il legame con Manchester sia così forte, considerando che gli Smiths e altre band mancuniane come i Joy Division e i Buzzcocks hanno influenzato profondamente la musica di Gallagher e il suo approccio alla musica.

In Council Skies, Gallagher collabora anche con il suo eroe di gioventù, Johnny Marr degli Smiths, che appare in più di una canzone. E sebbene la musica di Gallagher sia evoluta e cambiata nel corso degli anni, il suo amore per la città di Manchester e per il calcio è rimasto costante. Come ha affermato lo stesso Noel, la musica lo ha salvato quando era giovane e ha il potere di elevare e aiutare le persone.

E Council Skies sembra essere l’ennesimo tributo dell’artista alla città che gli ha dato tutto.

Il legame con la sua squadra del cuore

Noel Gallagher è un uomo notoriamente legato alla sua città natale, Manchester, e in particolare alla squadra di calcio locale, il Manchester City. La sua passione per i Citizens ha radici profonde, fin dall’infanzia, quando insieme al fratello Liam passava i pomeriggi a giocare a calcio nel parco vicino casa.

Noel, sin da bambino, ha deciso di tifare per il City come il padre, nonostante il resto della famiglia fosse composta da sostenitori della parte prestigiosa e rossa della città.

Negli anni ’80, la ritmica mancuniana della classe proletaria aveva un refrain ricorrente e potente: le birre la sera al pub, le risse subito dopo e la partita il sabato pomeriggio. Un rito operaio a cui i Gallagher non si sono mai sottratti, nemmeno nelle stagioni più sfortunate, tra banane gonfiabili sulle gradinate di Maine Road e trasferte movimentate negli stadi del Regno.

Con il passare degli anni, la passione per il City non è mai svanita, anzi è diventata sempre più forte. Noel ha seguito la squadra in tutti i momenti, anche quelli più difficili, come la retrocessione in terza divisione negli anni ’90.

Siamo nel 1996 e i fratelli Gallagher, con gli Oasis, sono in tour in giro per il Regno Unito. La sera prima, il City ha perso una partita che lo condanna alla retrocessione eppure, quella sera, il clima che si respira a Maine Road è di festa. È l’inizio di una serata che entrerà nella storia del rock britannico e nella cultura popolare della città di Manchester.

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Ma è stata la nuova proprietà emira del club, arrivata nel 2008, a cambiare radicalmente le sorti del Manchester City, trasformandolo in una potenza europea. Noel ha seguito con attenzione e con grande entusiasmo la trasformazione del club, celebrando ogni nuova vittoria con i suoi compagni di tifo.

Nel 2012, quando ha vinto il titolo inglese in modo epico, segnando due gol nel recupero dell’ultima giornata di campionato contro il QPR, Noel ha vissuto il trionfo come pochi altri tifosi. Ha partecipato ai festeggiamenti per strada, ha suonato dal vivo per la squadra in occasione di una partita di Champions League e ha dedicato alla squadra un intero album, intitolato “Chasing Yesterday”.

Oggi, è un ambasciatore del Manchester City nel mondo della musica, portando avanti la sua passione per il calcio e per la squadra che ama con grande orgoglio. E anche se il suo cuore di tifoso ha subito alti e bassi, come ogni appassionato di calcio, la sua fedeltà al City è sempre rimasta inalterata.

Era il 1998 e il club stava attraversando uno dei momenti più difficili della sua storia, mentre lo United stravinceva in Premier e a livello europeo. La squadra era in Championship e aveva appena subito una retrocessione dalla Premier League. In quel periodo, il celebre musicista della band Oasis, stava valutando l’acquisto del club insieme a un gruppo di investitori.

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Aveva sempre amato il calcio e in particolare la squadra della sua città natale. Fin da giovane, era stato un tifoso accanito del club e aveva trascorso molte ore a seguire le partite dalla tribuna degli spettatori. Quando seppe che il club stava attraversando un momento di difficoltà, non esitò a mettersi in gioco. Convinto che avrebbe potuto fare la differenza, si unì ad altri investitori e presentò una proposta di acquisto del Manchester City.

La proposta, tuttavia, non fu accettata e il club continuò a lottare per sopravvivere in Championship. Al tremine della stagione, il City subì un’altra retrocessione e finì nella terza divisione del calcio inglese.

Nonostante ciò, Noel Gallagher non perse mai la sua passione per il Manchester City. Anzi, continuò a sostenere il club anche nei momenti più difficili e a seguire ogni partita dalla tribuna degli spettatori. Quando il club è tornato in Premier League nel 2002, era tra i primi a festeggiare.

Anno 2008, la nuova era dei Citizens

Nel 2008, il club fu acquisito da un gruppo di investitori guidati dallo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan. Grazie agli investimenti, il club iniziò a risalire la china e a tornare al vertice del calcio inglese.

Gallagher guardò con orgoglio la rinascita del suo amato Manchester City, una squadra che aveva amato fin da bambino e che era diventata parte integrante della sua vita. Nonostante non avesse potuto realizzare il suo sogno di acquisire il club, la sua passione e il suo amore erano rimasti intatti.

Una delle icone della cultura pop britannica e il suo amore per il calcio è stato un elemento costante della sua vita, anche quando la band degli Oasis dominava le classifiche mondiali. La musica di quel gruppo, con il suo sound graffiante e perfetto, è stata la colonna sonora perfetta per quella cultura proletaria e ribelle della città di Manchester.

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Il suo sostegno alla squadra è stato un’ispirazione per molti tifosi e ha dimostrato come la passione per il calcio possa andare ben oltre la semplice pratica sportiva.

La musica e il calcio, ancora una volta, dimostrano di avere un legame fortissimo anche attraverso le emozioni e le passioni che riescono a suscitare nei loro appassionati.

A proposito di Cristian La Rosa

Cristian La Rosa. Classe ’76, ama il calcio e lo sport in generale. Segue con passione il calcio internazionale e ha collaborato con alcuni web magazine. È il fondatore, ideatore ed editore.

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