Anno nuovo, rossa nuova

Il segreto di Pulcinella è stato svelato. Ora, non resta che attendere… 

Nella fredda mattina del 13 dicembre, le tante voci dei mesi scorsi si son finalmente abbracciate in un botta e risposta di comunicati, di ufficialità attese. Un doppio colpo causa-effetto: Vasseur uscente a gennaio dall’Alfa Romeo, Vasseur con un giallissimo stemma del Cavallino Rampante cucito sulla giaccia del suo completo grigio pronto alla sua nuova avventura a Maranello. 

Da troppo tempo si parlava del transalpino come successore di Mattia Binotto, e si sa, quando le voci continuano a diffondersi con tanta insistenza, un fondo di verità lo celano sempre. E così è stato.  

Inutile soffermarsi su ciò che la Ferrari non è stata, pensiamo a quello che è: una squadra che nel 2022 aveva l’obiettivo di tornare competitiva e, per certi aspetti, le cose sono andate così. Impossibile però pretendere la conquista di due titoli mondiali quando alcuni pezzi del grande puzzle non combaciano alla perfezione: a Vasseur ora il compito di essere l’autore delle mosse “giuste”, di certo la competenza non gli manca. Ha 54 anni e una lunga esperienza nel mondo delle corse, un mondo che avrebbe voluto vivere dietro a un volante alla ricerca di quella velocità perfetta per essere un bravo pilota, ma poi, ben presto capisce che nel motorsport avrebbe dovuto intraprendere una strada diversa, senza balaclava e casco.  

Una strada, che nel 2023 lo porta al timone di un team che deve dare il via ad un nuovo ciclo: per riprendere un noto modo di dire, “anno nuovo, rossa nuova” … almeno in parte. Perché la Ferrari in cui si troverà il francese, a partire dal 9 gennaio, non è una squadra che dovrà partire da zero: il progetto della monoposto del 2023, infatti, dà segnali e sensazioni positive. Primi risultati del lavoro volto ad eliminare i difetti di una F1-75 che si è dovuta accontentare di un bicchiere mezzo vuoto. O mezzo pieno, se pensiamo alle stagioni precedenti o se pensiamo al fatto che quello chiuso a ad Abu Dhabi è stato il primo anno della nuova era della Formula 1 fatta di monoposto a effetto suolo.  

E se al muretto non vedremo grandi sconvolgimenti, quello che più incuriosisce è ciò che dal 5 marzo vedremo in pista, in Bahrain. E non nei test, io a quelli ci ho sempre creduto poco. Ma al primo dei 23 appuntamenti in calendario. 

Incuriosisce, certo, vedere i due fantini del Cavallino più leggendario del mondo delle corse. Charles Leclerc e Carlos Sainz. Chi sarà in grado di ottenere il meglio nelle prime gare sarà quello su cui puntare, certo, ma quanto può pesare la libertà sulla frustrante ricerca di un risultato più invisibile della nebbia, più impercettibile di una molecola da oltre 15 anni, soprattutto quando le sorti concrete tra cordoli e rettilinei sono affidate a due tenaci giovani pieni di grandi sogni ancora irrealizzati? 

Una domanda articolata che, forse, nella sua lunghezza, nasconde già una risposta… 

Ph: Twitter Scuderia Ferrari

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