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Calciomercato Roma, addio Fonseca: la rivelazione di Allegri spiazza tutti

Dopo l’ennesima sconfitta in un big match, i Friedkin sembrano aver definitivamente optato per puntare tutto su Allegri dal prossimo anno…

Quello che state leggendo vuole essere un articolo diverso: intendiamo, infatti, non solo riportarvi le ultimissime e clamorose indiscrezioni relative al futuro della Roma e del suo allenatore ma aprire al tempo stesso un dibattito con i tifosi giallorossi (e non). Già, perché quella dei capitolini è davvero una stagione strana, fatta di grandi prestazioni e soddisfazioni europee ma altrettante delusioni con squadre dal blasone importante.

Partiamo col dare a Cesare ciò che gli spetta: Fonseca ha fatto vedere tante cose interessanti, mostrandosi molto abile nel porsi rispetto alla stampa e alle radio e soprattutto isolandosi dalle troppo frequenti voci che lo vedevano lontano dal Colosseo ogni settimana. Puntualmente, infatti, dopo i vari passi falsi, la Roma ha sempre mostrato una grande capacità di rialzarsi. Va anche sottolineato che la squadra sta attualmente in lotta per quello che è sempre stato il suo unico obiettivo stagionale: il piazzamento in Champions.

Detto ciò, non è possibile però continuare a far finta di nulla, sarebbe un approccio miope e sbagliato per valutare una problematica che effettivamente Dzeko e compagni hanno palesato a più riprese in questi due anni di gestione da parte del portoghese. Non è un caso che su 27 punti a disposizione dei big match, ne siano stati totalizzati solamente 3. Sottolineando che spesso a venir meno in queste partite siano stati spesso i leader (il numero 9 appena citato, su tutti) e mettendo in evidenza le palesi lacune che la squadra presenta nel reparto arretrato e soprattutto tra i pali, va detto che spesso è mancato il coraggio. Attualmente, questa squadra ha dimostrato di non saper reagire.

Lo indica la facilità con la quale si è sciolta a Bergamo dopo aver subito il gol del pareggio oppure con gli stessi partenopei all’andata. Anche nella gara di ritorno col Napoli, la Roma è scesa in campo con un atteggiamento molle, svogliato e soprattutto timoroso. Grandi meriti vanno dati a Gattuso e ai suoi uomini che sono in netta ripresa ma ogni qualvolta l’asticella si alzi il fil rouge del modus operandi capitolino resta lo stesso.

Nel calcio spesso (anzi quasi sempre) a pagare sono gli allenatori. Di tecnici a Roma ne sono passati tanti in questi anni: qualcuno ha saputo far bene altrove (Spalletti), altri un po’ meno (Di Francesco). Se prima, però, un alibi poteva essere quello dell’assenza di una società strutturata, attualmente non si possono non riconoscere anche dei limiti (caratteriali? Tecnici?) in Fonseca.

La verità sta sempre nel mezzo e i fattori da considerare sono tanti: non si può non pensare che l’alterco con Dzeko non abbia lasciato scorie nello spogliatoio così come non è da escludersi che la rosa stessa possa non credere più nell’ex allenatore dello Shakhthar a causa dei vari scacchi rimediati con Napoli, Lazio, Juve, Atalanta e Milan. Arriviamo al dunque: indipendentemente da come si concluderà questa stagione, l’allenatore della Roma non sarà più lui.

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La sconfitta di ieri potrebbe aver condannato definitivamente il portoghese a dover lasciare la capitale la prossima stagione. I Friedkin hanno compreso che questa squadra debba iniziare sotto la loro prima dirigenza un nuovo progetto che abbia come guida un altro mister. Tante però le questioni di campo da risolvere: i patrons intendono innanzitutto “allontanare” chi non serva più. Il piano prevede una non semplice cessione di calciatori divenuti un vero e proprio peso: Fazio, Jesus e Pastore sono i primi nomi che vengono in mente ma bisogna valutare attentamente anche la questione Dzeko.

L’ex City, seppur per problemi fisici, non ha reso quanto tutti si aspettassero; attualmente guadagna 7.5 milioni annui e in questi mesi ha portato più problemi che giovamento. Discorso analogo per il portiere che ormai “vanta” plurime responsabilità in tanti scontri (diretti e non). Una vera e propria rivoluzione dunque, volta a portare definitivamente la Roma in una dimensione che possa quantomeno renderla competitiva come Napoli e Atalanta. Nessun volo pindarico o promessa, i Friedkin hanno compreso che serve pragmatismo e una progettualità ponderata ed oculata.

In quest’ottica, Ryan e Dan avrebbero individuato proprio in Max Allegri il profilo ideale cui affidare l’organizzazione di quella che sarà la squadra del futuro. Ad avvalorare la tesi secondo la quale l’ex Milan e Juventus allenerà i giallorossi è il suo intervento ai microfoni Sky durante la puntata di SKY CALCIO CLUB. Il livornese ha sciorinato tutta la sua voglia di tornare ad allenare e ha fatto intendere che sarà attivo già da giugno. Alla domanda di Caressa sulle probabilità di poter allenare Pellegrini e compagni il prossimo anno ha risposto con un sorriso beffardo.

Allegri è comunque stato contattato anche dal Napoli ma al momento pare che il detto “Tutte le strade portano a Roma” sia il più adatto a indicare quale sarà il futuro dell’uomo in copertina.

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